Quelle ombre del caso Lertua: ricostruzione storica di Mariani
di OLIVIERO MARCHESI

 Un pubblico attento e folto ha assistito l'altra sera al Circolo Boeri alla presentazione di “L'ombra del ras”, il libro di Ermanno Mariani pubblicato da Pontegobbo che ricostruisce il cosiddetto “affare Lertua”, il caso giudiziario (e politico) più clamoroso che la nostra città abbia conosciuto nel Novecento. Nella notte del 6 ottobre 1924 l'ex squadrista fascista Ercole Lertua fu ritrovato morente, col cranio sfondato, alla cascina Volpara di Roncaglia. Un omicidio che il quotidiano fascista di Piacenza “La Scure” presentò dapprima come delitto passionale, ma che nelle mani del giudice istruttore Pilade Lanaro assunse la fisionomia di un delitto politico. I fascisti piacentini erano allora divisi in due correnti. Quella maggioritaria, legata alla componente “rivoluzionaria” del fascismo, faceva capo al “ras” Bernardo Barbiellini Amidei, figura storica di indubbio interesse: capo squadrista nel 1919-22, espulso dal Partito Nazionale Fascista nel '24 per non precisata “indegnità morale”, riammesso con tutti gli onori nel '25, podestà di Piacenza nel '27, estromesso dal partito - e da Piacenza - nel '29 per conflitti interni al fascismo, commissario all'Istituto Orientale di Napoli (allontanato per contrasti col ministro Bottai), volontario di guerra caduto da coraggioso in Albania nel 1940, medaglia d'oro alla memoria dopo una vita da “fascista eretico”. La corrente “dissidente” - cui si era accostato Lertua - era invece raccolta attorno al circolo “Santa Vandea”, animato da agrari gragnanesi capitanati da Antonino Maccagni, che premeva perché l'“ala dura” si piegasse alla normalizzazione dello squadrismo voluta da Mussolini dopo l'ascesa al governo. Antonio Ronchetti, uno degli imputati per il delitto Lertua, indicò il mandante dell'aggressione nell'allora deputato Barbiellini, nei cui confronti Lanaro chiese l'autorizzazione a procedere salvo poi prosciogliere il “ras” in istruttoria quando Ronchetti ritrattò le accuse. Fitto di colpi di scena, il processo si concluse, in un clima di tifo da stadio, con la scarcerazione di tutti gli imputati. Cronista di Libertà e saggista, Mariani ricostruisce il “caso Lertua” usando per la prima volta i verbali di istruttoria. Al Boeri, oltre a Mariani, hanno parlato Vittorio Anelli, presidente dell'Istituto Storico della Resistenza di Piacenza («Un libro che mostra come la storia nazionale contribuisca a spiegare quella locale e viceversa»), e lo storico Fabrizio Achilli (autore, nel '72, del fondamentale “La nascita del fascismo nel Piacentino”), che ha inquadrato il contesto storico e politico in cui si svolse quel “giallo” piacentino cruento e ancora irrisolto.