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Articolo tratto dal quotidiano Libertà

 

La storia di un noto personaggio della Resistenza piacentina è stata pubblicata fuori dalla nostra provincia, precisamente a Reggio Emilia, un fatto insolito per la pubblicistica resistenziale. Il personaggio in questione è Giovanni Lazzetti detto il Ballonaio.

Il libro intitolato “La ballata di un giovane Fringuello, Giovanni Lazzetti il Ballonaio” è stato scritto da Luciano Guidotti di Reggio Emilia e stampato dalla casa editrice Age della sua città.

In quarta di copertina si legge di Giovanni Lazzetti detto il Ballonaio, figura resistenziale pressoché dimenticata, straordinario personaggio piacentino che riuscì a gabbare le forze nazifasciste con una beffa rimasta storica.

Ma sul fatto che il personaggio sia stato dimenticato non è proprio esatto. La storia del Ballonaio infatti è stata già pubblicata undici anni fa nel volume scritto da Ermanno Mariani “ll Ballonaio la più grande beffa della storia della Resistenza” e  riproposto lo scorso anno in altre due edizioni dalla casa editrice Pontegobbo di Castelsangiovanni, diffuso nella nostra provincia in circa 2500 copie. Il personaggio quindi, almeno nel piacentino non si può dire sia pressoché dimenticato.

Va comunque riconosciuto a Guidotti il fatto di aver scelto un eroe della Resistenza, il cui eco delle imprese avvenute nel periodo della guerra di liberazione, erano già uscite dai confini della nostra provincia nell’epoca in cui avvennero. E questa ulteriore pubblicazione dimostra che effettivamente a questa figura di eroe controcorrente, i confini del piacentino vanno tuttora stretti.

Il volume di Guidotti dedicato a questo comandante partigiano, a differenza di quello di Mariani, è scritto in chiave narrativa. La storia e le azioni del Lazzetti sono però sempre le stesse, cioè quelle ricostruite con pazienza da Mariani che aveva intervistato alla fine degli anni ottanta numerosi ex partigiani della banda del Ballonaio, purtroppo oggi scomparsi e che aveva cercato i fatti riguardanti il Lazzetti su giornali e documenti dell’epoca. Anche la scansione temporale fra le due opere è pressoché identica, la sola differenza è che la prima è in chiave romanzata, la seconda in chiave storica - giornalistica. Cambia il titolo dalle due opere che per il volume di Guidotti è in parte ripreso da un paragrafo del libro di Mariani.

Oltre agli spunti narrativi, Guidotti ha attinto dal libro di Mariani la copertina, i due libri come si può vedere dalle foto presentano due identici ritratti. L’autore reggiano dimentica però di citare nel suo libro, l’autore del dipinto: Si tratta di un ritratto del Lazzetti che fu chiesto da Mariani al pittore piacentino Ranieri Fornario. Un dipinto realizzato grazie ad una fotografia di questo comandante partigiano.

Il Lazzetti come abbiamo più volte ricordato anche sul nostro giornale era nato a Borgonovo, ma aveva vissuto praticamente la sua intera esistenza a Castelsangiovanni, da ragazzo lavorò sui mercati come ambulante, prese parte come marinaio alla seconda guerra mondiale e poi entrò nelle file della Resistenza divenendo il re degli agguati ai convogli nazifascisti lungo la via Emilia. Le sue imprese avevano puntualmente un gusto di burla per i suoi nemici. E di burla in burla il Ballonaio riuscì a giocare anche il generale delle SS tedesche Wolff, allora comandante assoluto delle retrovie italiane. Una beffa interamente provata da documenti e articoli di giornale, puntualmente riportati nel volume di Mariani e ripresi pari, pari nel libro di Guidotti. 

 

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